Greenpeace: potenziali conflitti di interesse su una nuova valutazione sicurezza del glifosato

Pubblicato il: 08/03/2017
Autore: Redazione GreenCity

Federica Ferrario di Greenpeace Italia: «Per una elementare norma di trasparenza deve cessare da subito la pratica di utilizzare studi finanziati dalle aziende private e mai pubblicati».

Greenpeace denuncia la presenza di potenziali conflitti di interesse e dubbi sulla trasparenza relativamente alla valutazione che l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) dovrà rilasciare sul glifosato, erbicida classificato come “probabilmente cancerogeno” dalla IARC.Il comitato per la valutazione dei rischi dell'ECHA si riunirà l'8 e il 15 marzo prossimi per valutare gli impatti per salute e ambiente derivanti dall'uso del glifosato.
In una lettera aperta indirizzata proprio all’Agenzia europea per le sostanze chimiche, a nome di venti organizzazioni per la tutela di salute e ambiente, Greenpeace sottolinea che tre membri del comitato per la valutazione dei rischi (RAC) dell'ECHA potrebbero violare le regole della stessa agenzia europea sul conflitto di interesse. Ad esempio, il presidente del Comitato dell'ECHA, Tim Bowmer, ha lavorato per società di consulenza nel settore chimico per venti anni. Il suo contratto con le industrie di questo settore si è concluso il giorno precedente alla data in cui è entrato in carica come presidente del comitato di valutazione dei rischi dell'ECHA.
«La valutazione sul rischio cancerogeno del glifosato avrà impatto sulla salute di milioni di persone in tutta Europa, servono dunque garanzie di assoluta indipendenza per gli esperti che esaminano questo dossier. Garanzie che, in questo caso, non sembrano esserci», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia.
Nel 2015, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo". Tuttavia l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha valutato che non vi siano sufficienti prove scientifiche che attestino un legame col cancro. L'EFSA ha basato la propria valutazione anche su "studi non pubblicati" prodotti dalle aziende, non disponibili agli esperti della IARC. Secondo la stessa EFSA, tali dati hanno costituito il "nucleo base" della propria valutazione. Greenpeace e le altre organizzazioni criticano questa pratica, utilizzata anche dell'ECHA per le proprie valutazioni.
«Tutte le valutazioni scientifiche delle agenzie di regolamentazione dell'Ue devono poter essere verificate in modo indipendente», conclude Ferrario.
Dopo le numerose polemiche sulla sicurezza del glifosato, l'Unione europea ha rinviato il rinnovo dell’autorizzazione Ue del diserbante fino a quando l’ECHA non concluderà la propria valutazione, da fornire entro novembre 2017. Il mese scorso una vasta coalizione di organizzazioni della società civile ha lanciato un'iniziativa dei cittadini europei (ICE) che chiede alla Commissione europea di vietare glifosato, riformare il processo di approvazione dei pesticidi a livello Ue, e impostare obiettivi vincolanti per ridurre l'uso dei pesticidi in Europa. Oltre 430 mila persone hanno già firmato la petizione.

Categorie: Ambiente

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