Etichetta furbetta: ultimo round del progetto MarketWatch di Legambiente e MDC

Pubblicato il: 24/11/2015
Autore: Redazione GreenCity

Quasi un prodotto su due venduto senza informazioni o con etichetta fuori norma. Aspirapolvere, cantinette per vino e televisori i prodotti meno trasparenti.

Terzo round di “Etichetta furbetta”, l’indagine realizzata da Legambiente in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino per verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche in Italia su frigoriferi, congelatori, cantinette per vino, televisori, lavatrici, lavastoviglie, lampadine, condizionatori, forni elettrici e a gas, asciugatrici, lavasciuga, aspirapolveri, e anche cappe aspiranti che da quest'anno hanno la loro etichetta. 
Su 4637 prodotti controllati tra negozi fisici (2704) e negozi online (1933), il 57% è risultato etichettato correttamente: l'81% nei negozi fisici e solo il 23% nei negozi online (un divario già rilevato in occasione della visita precedente nel 2014). Quasi un prodotto su due (43%) risulta, quindi, venduto senza etichetta o con l’etichetta scorretta
La ricerca si inserisce nel progetto pilota Marketwatch, co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Intelligent Energy for Europe, e che unisce sedici realtà della società civile che vanno ad affiancare le istituzioni nel settore del controllo di mercato a livello europeo nel campo delle etichette energetiche. L’obiettivo è quello di monitorare la corretta applicazione della direttiva sull’etichetta energetica nei negozi online e fisici, ma anche le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette dei prodotti.
Toscana, Lazio e Veneto sono le regioni dove stavolta sono stati controllati 6 negozi specializzati in elettrodomestici ed elettronica, 3 grandi superfici di vendita di mobili e complementi d'arredo e 3 supermercati.I negozi di arredo si confermano quelli con il più altro grado di non conformità (53%), mentre uno dei due supermercati visitati presenta la più alta percentuale di mancata etichettatura (77%).
In questi negozi, gli elettrodomestici dove più facilmente è stata riscontrata la mancanza di etichetta sono gli aspirapolvere (32% venduti SENZA etichetta) e gli i televisori (18%), assieme a -comprensibilmente- le ultime arrivate nella famiglia delle etichette ovvero le cappe aspiranti delle quali 1 su due è venduta senza etichetta.
La categoria migliore? Le lavastoviglie: meno del 2% è senza etichetta. Va sottolineato che solo in un negozio su quattro è stato possibile prendere visione della scheda tecnica informativa che la normativa impone di mettere a disposizione, su richiesta, e che fornisce informazioni suppletive rispetto all'etichetta. 
I negozi online, invece, registrano una non conformità del 77%. Si tratta di un valore molto alto se si considera che dal 1 gennaio 2015 è entrata in vigore una specifica normativa che impone la presenza dell'etichetta energetica in evidenza accanto alla foto del prodotto e soprattutto se consideriamo che ben 8 dei 12 negozi fanno riferimento a grandi catene specializzate, che evidentemente trattano i clienti online come clienti di serie B, in relazione alle informazioni fornite.
Solo il 23% dei prodotti controllati nei negozi online è da considerarsi correttamente etichettato, e moltissimi siti ancora non si sono adattati alla normativa che prevede l'obbligatorietà delle etichette anche online. Si sono scelti, di base, per ogni categoria di prodotto i 20 prodotti più efficienti e i 20 prodotti più economici presenti nel negozio.
Tra le categorie di prodotto meno virtuose online ritroviamo le cappe aspiranti (89% non conformi), i televisori (75%) e i forni (64%). Si è data la preferenza ai negozi online dei grandi superstore dell’elettronica (8), senza trascurare però gli spazi di vendita esclusivamente online (3) e il sito di una grande catena di supermercati. 

Categorie: Casa

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