Pesca nel Mediterraneo occidentale, UE: ok al primo piano di gestione stock ittici
Parlamento Europeo: "Equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità socioeconomica". WWF: "Dal parlamento UE una decisione pericolosa per il Mediterraneo".
Autore: Redazione Greencity
I deputati europei hanno approvato giovedì il primo piano di gestione delle opportunità di pesca e di gestione degli stock nel Mediterraneo occidentale per le specie demersali. Il nuovo piano che copre gli stock ittici demersali, come i gamberetti e gli scampi, mira a garantire il loro sfruttamento, pur mantenendone la capacità riproduttiva. Il piano dovrà essere valutato dopo i primi 5 anni e, successivamente, ogni 3 anni. Nel primo anno di attuazione del piano (2020), la capacità di pesca massima consentita sarà ridotta del 10% rispetto ai giorni di pesca autorizzati tra il 2012 e il 2017. Nei successivi quattro anni la capacità massima sarà ulteriormente ridotta del 30%. Nel testo si richiede inoltre d’emendare il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), per permettere di sostenere finanziariamente le aziende di pesca che dovranno cessare le attività, in seguito alle nuove norme. Le norme concordate:
si applicheranno alla pesca commerciale, a quella ricreativa e al pesce catturato involontariamente (stock da cattura accessoria);
implementeranno i regimi di cogestione di pesca tra Stati membri, pescatori e altre parti interessate;
faciliteranno l'attuazione dell'obbligo di sbarco;
limiteranno le attività di pesca ricreativa quando il loro impatto sulla mortalità per pesca è troppo elevato;
limiteranno la pesca a un massimo di 15 ore per giorno di pesca (o 18 ore, tenendo conto del tempo di transito tra il porto e la zona di pesca).
Sarà vietato utilizzare reti da traino entro le 6 miglia nautiche dalla costa, ad eccezione delle zone a più di 100 metri di profondità dell'isobata, per tre mesi all'anno. Ogni Stato membro determinerà i tre mesi di chiusura annuale, sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili così da garantire una riduzione di almeno il 20% delle catture di novellame di nasello.
"La decisione del Parlamento europeo di utilizzare fondi pubblici per aumentare la capacità di pesca dell'UE è una seria minaccia per il Mediterraneo, dove la maggior parte degli stock ittici è già sovrasfruttata e ciò non solo metterà a rischio le nostre limitate risorse marine, ma molte comunità di pescatori locali. Lavoriamo già con molte comunità di pescatori in tutta la regione per sviluppare pratiche più sostenibili e innovative e redditi alternativi per ridurre il loro sforzo di pesca: questo è il posto dove investire denaro pubblico se vogliamo seriamente salvare il nostro mare” ha dichiarato Giuseppe Di Carlo, Direttore del WWF Mediterranean Marine Initiative.
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