Altroconsumo: ok le pastiglie monodose, residui provenienti dai tessuti

Pubblicato il: 01/06/2021
Autore: Redazione GreenCity

Lavastoviglie: i microfilm di tutte le capsule si sciolgono completamente. I residui nelle lavatrici non derivano dai detersivi ma dai tessuti: necessario un intervento dell’industria.

I detersivi monodose per lavatrici e lavastoviglie (in capsule o tabs) sono prodotti per l’igiene domestica ampiamente usati dai consumatori per la loro utilità e praticità. Tuttavia, essendo rivestiti da pellicole che si sciolgono durante l’utilizzo, risulta opportuno domandarsi quale sia l’impatto di questi prodotti sul Pianeta.
Altroconsumo
 ha realizzato un’inchiesta volta a scoprire quante microplastiche si disperdono attraverso l’utilizzo di pastiglie per il lavaggio di vestiti e stoviglie. Tale indagine si inserisce all’interno del progetto CLEAN, finanziato dal Consumer Porgramme dell’Unione europea e realizzato con i partner DecoProteste in Portogallo, OCU in Spagna e Test-Achats in Belgio facenti parte del network Euroconsumers, che ha il fine di promuovere una maggiore informazione dei consumatori per quanto riguarda l’utilizzo dei detersivi e di portare all’adozione di comportamenti più consapevoli e sostenibili sia i cittadini che i produttori.
Altroconsumo ha selezionato 39 detersivi in capsule e tabs (20 per lavatrice e 19 per lavastoviglie) fra i brand più conosciuti sui mercati a cui appartengono i partner del progetto (Italia, Belgio, Spagna, Portogallo). Attraverso dei test di lavaggio si è cercato di capire in che modo questo tipo di prodotti possono impattare sull’ambiente, in termini di rilascio di microplastiche, a seguito dello scioglimento dei microfilm in cui sono contenuti i detersivi. I risultati dei test sulle pastiglie per lavastoviglie sono ottimi. Emerge, infatti, che nessuno dei 19 prodotti analizzati ha rilasciato residui di microplastiche nelle acque dei lavaggi. 
Durante l’analisi dei prodotti per lavatrici è stata, invece, rilevata la presenza di microplastiche nell’acqua di lavaggio. Tuttavia, è stato dimostrato che il rilascio delle sostanze non dipende dai microfilm delle tabs ma direttamente dal PET (polietilene-tereftalato) presente nelle coperte in poliestere utilizzate nelle prove, e che, anche in questo caso, gli involucri delle pastiglie si sono sciolti completamente. Per escludere apporti di microplastiche da parte dell’acqua di rete, degli elettrodomestici utilizzati o degli oggetti lavati, sono stati effettuati cicli di lavaggio mirati per quantificare anche questi apporti/contributi.
Considerando il rilascio di microfibre da parte delle stesse coperte lavate (43 microfibre da un lavaggio), risulta che solo due capsule su 20 hanno contribuito al rilascio di microplastiche nell’acqua di lavaggio. Se un contributo al rilascio di microfibre da parte del detersivo c’è, questo sembra dipendere più dall’interazione tra prodotto e tessuti o dalla sua stessa composizione, che dalla sua forma in caps, che era comune a tutti i prodotti del test.Emerge, quindi, che l’utilizzo dei detersivi monodose per tessuti e stoviglie non impatta significativamente sull’inquinamento da microplastiche delle acque. Tuttavia, Altroconsumo ritiene necessario un intervento dell’industria tessile, oltre che dei cittadini, per diminuire il rilascio di microplastiche da parte dei tessuti che, secondo l’IUCN – Unione Internazionale per la Conservazione della Natura – corrisponde al 35% delle microplastiche ritrovate negli oceani.

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Categorie: Green Life

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