Inquinamento da plastica, il punto di non ritorno potrebbe essere vicino

Pubblicato il: 12/07/2021
Autore: Redazione GreenCity

Un recente studio mete in guardia sugli attuali tassi di inquinamento da plastica, affermando che presto si potrà arrivare a effetti irreversibili se non si interviene subito

Secondo un nuovo studio pubblicato da ricercatori svedesi, norvegesi e tedeschi, gli attuali tassi di inquinamento da plastica potranno presto innescare effetti irreversibili. Secondo gli autori, questo tipo di inquinamento rappresenta una minaccia globale e le azioni per contrastarlo sono ‘la risposta politica più razionale’.

La plastica si trova ovunque sul pianeta: dai deserti alle cime delle montagne, fino agli oceani e alla neve artica. Dal 2016 le stime di immissioni globali di plastica nei laghi, nei fiumi e negli oceani sono variate da 9 a 23 milioni di tonnellate all'anno, con una quantità simile immessa sulla terra. Si prevede che queste stime raddoppieranno entro il 2025. "La plastica è profondamente radicata nella nostra società e viene dispersa ovunque nell'ambiente, anche nei Paesi con buone infrastrutture per la gestione dei rifiuti" afferma Matthew MacLeod, professore all'Università di Stoccolma e principale autore dello studio, rilevando come questa forma di inquinamento sia in rapido aumento, nonostante tutti conoscano il suo impatto malsano.

Questa contraddizione non è sorprendente per Mine Tekman, dottoranda presso l'Alfred Wegener Institute in Germania e co-autrice dello studio, perché l'inquinamento da plastica non è solo una questione ambientale, ma anche ‘politica ed economica’. Tekman ritiene che le tecnologie di riciclo non siano sufficienti e che il problema debba essere affrontato alla radice. “Il mondo promuove soluzioni tecnologiche per il riciclo e la rimozione della plastica dall'ambiente. In qualità di consumatori, crediamo che quando separiamo i nostri rifiuti, tutto verrà magicamente riciclato. Tecnologicamente, il riciclo della plastica ha molti limiti e i Paesi che dispongono delle migliori infrastrutture spesso si limitano semplicemente a esportare i propri rifiuti in Paesi con strutture inadeguate. La riduzione di questo tipo di inquinamento richiede azioni drastiche, come il taglio alle produzioni di plastica per aumentare il valore di quella riciclata e il divieto d'esportazione di questi rifiuti a meno che non si tratti di un Paese con un migliori processi di riciclo" afferma Tekman.

Un inquinante poco reversibile
La plastica si accumula nell'ambiente, soprattutto quando la quantità da riciclare supera la quantità di plastica rimossa grazie ai vari processi tecnologici e a quelli naturali, che si verificano in più fasi e sono noti come ‘erosione’. “L'erosione della plastica avviene a causa di molti processi e senza dubbio abbiamo fatto molta strada per comprenderli. Ma l’erosione tramite agenti atmosferici modifica costantemente le proprietà inquinanti della plastica, il che apre le porte a ulteriori domande" afferma Hans Peter Arp, ricercatore presso l'Istituto geotecnico norvegese (NGI) e professore presso l'Università norvegese di scienza e tecnologia (NTNU), che è anche co-autore dello studio. "La degradazione è molto lenta e non è efficace nell'arrestare l'accumulo di queste sostanze, che nell’ambiente non potranno che aumentare" afferma Arp. In altre parole, la plastica è un “inquinante scarsamente reversibile”, sia per le sue continue emissioni sia per la sua persistenza ambientale.

Ad essere minacciati sono soprattutto gli ambienti remoti, come spiega la coautrice Annika Jahnke, ricercatrice presso il Centro Helmholtz per la ricerca ambientale (UFZ) e professore presso l'Università RWTH di Aquisgrana: “Negli ambienti remoti i detriti di plastica non riescono a essere rimossi e l'erosione degli oggetti di di grandi dimensioni genera enormi quantità di particelle di micro e nanoplastiche, oltre alla lisciviazione di sostanze chimiche aggiunte nella loro produzione. Nell'ambiente la plastica è, quindi, un obiettivo complesso e in costante movimento. Dove si accumula e gli effetti che può causare sono difficili o forse addirittura impossibili da prevedere”.

Questo inquinamento oltre a causare un danno ambientale, impigliando gli animali e rilasciando sostanze tossiche, può anche agire in combinazione con altri fattori di stress in aree remote innescando effetti ad ampio raggio o addirittura globali. Lo studio pubblicato presenta una serie di possibili effetti, tra cui l'esacerbazione del cambiamento climatico a causa dell'interruzione della pompa biologica globale e la perdita di biodiversità nell'oceano, dove l'inquinamento da plastica agisce come ulteriore fattore di stress.
“In questo momento, stiamo caricando l'ambiente con quantità crescenti di inquinamento da plastica scarsamente reversibile. Finora, non vediamo prove diffuse di conseguenze negative, ma se l'erosione della plastica provocherà un effetto davvero negativo, è improbabile che saremo in grado di invertirlo" avverte MacLeod. “Il prezzo potrebbe essere enorme, se continuiamo a ignorare l'accumulo dell’inquinamento plastico nell'ambiente. La cosa più razionale da fare oggi è agire il rapidamente per ridurre le sue emissioni nell'ambiente”.

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Categorie: Ambiente

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