Il
Piano di adattamento dell'Italia ai cambiamenti climatici e alla difesa del territorio, con le ingenti risorse che richiede, "ripropone il tema, centrale nella programmazione degli investimenti per la difesa del territorio, dello svincolo dai vincoli del patto di stabilità per i fondi per tali interventi".
Lo afferma il ministro dell'Ambiente,
Corrado Clini, a proposito delle linee strategiche inviate al Cipe (Comitato interministeriale di programmazione economica) per la
difesa del territorio dai rischi dovuti al dissesto idrogeologico e al cambiamento del clima.
"E' necessario, come ho avuto modo di scrivere nella lettera inviata il 19 novembre scorso ai commissari europei Connie Hedegaard e Janec Potocnik, che le misure per la prevenzione dei rischi e dei danni connessi agli eventi climatici estremi siano considerate un'infrastruttura per la crescita e lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. E in tale chiave -
aggiunge il ministro - questi interventi dovrebbero essere esclusi dai vincoli del patto di stabilità, nell'ambito del "pacchetto" di misure indicate dal Consiglio Europeo del 29 giugno 2012".
Si tratta infatti di
interventi ad alto valore aggiunto, con importanti e positive conseguenze sull'occupazione, in particolare giovanile, e con effetti virtuosi sulle entrate e sulla riduzione del
debito pubblico.
"Peraltro, non liberare le risorse necessarie dai vincoli del patto di stabilita' implicherebbe, come piu' volte sottolineato dal consiglio dei ministri UE, il pesantissimo costo, anche economico, della non-azione", conclude Clini.
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